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Protezione termica estiva: cosa richiede la norma DIN 4108-2

La protezione termica estiva viene per lo più trattata come una questione di comfort. In realtà è un tema da verifica normativa: la DIN 4108-2 la richiede per le nuove costruzioni e per determinati interventi sull’edilizia esistente — indipendentemente dal fatto che venga installato un impianto di raffrescamento oppure no.

La norma calcola con un indice, non con una temperatura

Il procedimento semplificato secondo la DIN 4108-2, sezione 8, confronta un indice di apporto solare effettivo Seff con un valore ammissibile Samm. La verifica è soddisfatta quando vale:

Seff ≤ Samm

Seff deriva essenzialmente dal rapporto tra le superfici finestrate e la superficie utile netta del locale, ponderato con il fattore solare g della vetrata e il fattore di riduzione della schermatura solare.

Samm si compone di quote che dipendono, tra l’altro, da:

  • la zona climatica estiva — la Germania è suddivisa nelle regioni A, B e C, da fresca a torrida in estate
  • la tipologia costruttiva, ossia la capacità termica effettiva di accumulo: leggera, media o pesante
  • la ventilazione notturna — una ventilazione notturna intensificata può essere computata
  • l’inclinazione e l’orientamento delle finestre
  • dalla presenza o meno di un raffrescamento passivo

Se il procedimento semplificato non è sufficiente o viene superato, la verifica va condotta tramite una simulazione termica dinamica dell’edificio secondo la DIN 4108-2 in combinato disposto con la DIN EN ISO 52016-1. La valutazione avviene allora tramite i gradi-ora di sovratemperatura.

La gerarchia di efficacia è chiara

Nella pratica si discute spesso per prima cosa della vetrata. Raramente è la leva più efficace. La gerarchia:

  1. Schermatura solare esterna e mobile. Frangisole a lamelle orientabili, tapparella avvolgibile, tenda da sole. Intercetta la radiazione prima che attraversi il vetro. Il fattore di riduzione FC si colloca qui, a seconda dell’esecuzione, intorno a 0,25, mentre i dispositivi installati all’interno hanno un’efficacia nettamente inferiore.
  2. Dimensione e orientamento delle finestre. Le finestre orientate a ovest sono le più critiche in estate: nel pomeriggio il sole è basso, colpisce la facciata con un’incidenza radente e il corpo dell’edificio è già surriscaldato. Le finestre a sud, con il sole estivo alto, possono essere efficacemente ombreggiate con un aggetto; quelle a ovest quasi per niente.
  3. Capacità termica effettiva di accumulo. Una tipologia costruttiva pesante ammortizza il picco diurno. È proprio questa massa che un isolamento interno disaccoppia dall’ambiente — un aspetto da considerare nella scelta tra isolamento interno ed esterno.
  4. Ventilazione notturna. Gratuita, ma efficace solo se le finestre possono essere aperte in sicurezza di notte e se la temperatura esterna scende effettivamente. Nelle isole di calore urbane spesso non si verifica né l’una né l’altra condizione.
  5. Il fattore solare g della vetrata. Importante, ma secondario — e con un conflitto di obiettivi: un g-value basso riduce in estate l’apporto solare, ma in inverno riduce anche gli apporti solari gratuiti.

L’emissività della superficie esterna appartiene al lato a onda corta

Per il surriscaldamento estivo di una facciata o di un tetto, la grandezza determinante non è l’emissività a onda lunga, bensì l’assorbività a onda corta per la radiazione solare — e questa dipende dalla tonalità del colore.

Una superficie scura assorbe una quota di radiazione notevolmente maggiore rispetto a una chiara. Su una falda di tetto esposta al sole, in piena estate questo comporta una differenza di temperatura superficiale di diverse decine di kelvin.

Confondere le due grandezze è un errore diffuso: la tonalità del colore determina l’assorbimento della radiazione solare a onda corta, l’emissività a onda lunga l’emissione di radiazione termica a temperatura ambiente. Sono intervalli di lunghezza d’onda diversi, numeri diversi ed effetti diversi. Per approfondire: Cosa descrive davvero l’emissività.

Due casi in cui la verifica si applica anche agli edifici esistenti

La protezione termica estiva non riguarda soltanto le nuove costruzioni. Diventa rilevante anche per gli interventi sull’edilizia esistente, in particolare:

  • nel recupero abitativo di un sottotetto finora non riscaldato — la configurazione più critica in assoluto: ampie superfici vetrate inclinate, poca massa di accumulo, irraggiamento diretto
  • in caso di un ampliamento sostanziale delle superfici finestrate

In entrambi i casi la domanda andrebbe posta prima dell’esecuzione dei lavori, non nella prima estate successiva.

Cosa significa questo per un colloquio di consulenza

Tre affermazioni solide da usare nel colloquio:

  1. La verifica è riferita al singolo locale. Viene condotta per il locale più sfavorevole, non per l’edificio nel suo complesso. «La casa è ben isolata» non è una risposta alla domanda sulla protezione termica estiva.
  2. L’esterno batte l’interno. Chi installa la schermatura solare all’interno ha già l’energia dentro il locale. La differenza tra posizionamento esterno e interno è maggiore di qualsiasi differenza tra due tipi di vetrata.
  3. Nessun numero senza condizioni al contorno. Zona climatica, tipologia costruttiva, ventilazione notturna e orientamento fanno parte di ogni risultato — altrimenti non è verificabile.

Fonti

  • DIN 4108-2, sezione 8 — Requisiti minimi per la protezione termica estiva, procedimento dell’indice di apporto solare. Nota: da maggio 2026 è in vigore l’edizione 2026-05, che sostituisce la 2013-02.
  • DIN EN ISO 52016-1 — Prestazione energetica degli edifici, simulazione termica
  • DIN EN ISO 52022-1/-3 — Dispositivi di protezione solare, fattori di riduzione
  • Legge tedesca sull’efficienza energetica degli edifici (GEG), requisiti per la protezione termica estiva

Le grandezze indicate sono valori di calcolo secondo norma, nelle rispettive condizioni al contorno stabilite. Non sostituiscono una verifica riferita al singolo edificio. Nel singolo caso fa fede la versione della norma di volta in volta vigente.